PRESENTE E IMPERFETTO

Quel modo e quel tempo non ci sono più...


 
Pensavo di vederti ancora e
baciarti fino a strappare la leggenda
da quelle labbra che hai.


Penso che l'uomo che fa giostra esibizionista
non ha il potere d' introito diretto
nel santuario di qualunque lei.


Pensavo si fosse accesa la luce
nel buio dell'amore,
poi una sera sparì tutto in un lampo
ma il mio colpo di fulmine sta tuonando ancora.


Penso che come la neve
l'incomprensione nasce dal gelo
e cade dove il fuoco è speranza
non solo calore per chi fuori
combatte il freddo.


Pensavo che quel tuo comportamento
rispecchiasse la brutta copia della tua persona
poi ho constatato che non sei riuscita più
a scrivere in bella.


Penso che chiedere a volte,
conta più del dare perché impone
un grazie che riempie
chi lo riceve.


Pensavo che pensassi
le mie stesse idee
per volare insieme
e scrivere un viaggio di sola andata
pensavo a una vita mia con te.


Penso che una vita sì e no
basta per capire che devi fare
se ci fosse un'altra vita.


Pensavo di avere un punto di riferimento
per diventare subito grande
e rimanere giovane sempre.


Penso l'impensabile
penso al Paradiso di tutti,
all'Asia devastata
da un atlante cattivo,
a una spiaggia cancellata
da una geografia
così poco divina.
 
Penso per tutti
penso da solo
penso al suo sguardo
da antipatico campione,
il destino precede tutti al traguardo,
ad un giro arriva l'illusione.


Pensavo cose che non riferisco.
Forse perché oggi non le penso più.


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©Gianfranco Butinar
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