Chi sono
Autodidatta, un pò per scelta, un pò per attitudine, a 7 anni faccio il giro delle classi nell'istituto dove frequentai la scuola elementare; indovinate per quale motivo? Interpretare le parodie di alcuni personaggi che già mi riuscivano bene, grazie al mio orecchio, forse già destinato a farmi arrivare dei suoni per poi successivamente riproporli. In questa fase di primi spiragli nel "pianeta arte" una mano grande me la dà il compianto Gigi Sabani, primo imitatore d'Italia al tempo, e lui fu il primo idolo da seguire nel mondo delle imitazioni per me. E allora pochi libri da cullare in cartella e meno quaderni da aprire in classe perché passavo dalla 3B, dove imitavo Enzo Tortora, per poi spostarmi in 4D per interpretare Mike Bongiorno, Ornella Vanoni o Julio Iglesias, parliamo di alcuni tra i cavalli di battaglia di Sabani, anno 1980.
Inizia il decennio che vede tra i grandi duelli sportivi la lotta tra Juventus e Roma e al tempo, data la tenera età e un padre interista, posso seguire le sfide cariche di polemiche o in televisione o in radio con le icone di "Tutto il calcio minuto per minuto" Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Claudio Ferretti, Alfredo Provenzali, Ezio Luzzi, condotti sapientemente da Roberto Bortoluzzi dallo studio centrale.
Milioni di persone sono all'ascolto, tra cui diversi bambini tra i quali io, beh quelle voci memorabili che ancora oggi mi rimproverano di non imitare negli spettacoli in cui mi esibisco, può succedere, dicevo quei radiocronisti erano più ascoltati di oggi dove dominano parabole, digitali terrestri e partite viste al microscopio sul telefonino, o in curve allo stadio dove ancora sono presenti piste di atletica leggera; quei fenomeni nel giornalismo sportivo non nasceranno mai più, se si esclude la bravura dell'amico Bruno Gentili che è l'anello di congiunzione tra le due generazioni, l'era anni 80 e quella del 2000, il calcio minuto per minuto domenicale moderno ha perso ascolti da guinness, qualità, attenzione nei minimi particolari.
E gli imitatori si nutrono con la polvere dei particolari, spesso esasperando unicità e difetti dei personaggi in causa, come per esempio avvenne nella fine degli anni 80 con Bruno Pizzul, protagonista di vocaboli sgussciianti che perentori come un guizzo hanno avvolto milioni di telespettatori incollati alla tele per tifare o gufare, quando c'era Arrigo Sacchi, la nazionale italiana. E Bruno negli anni 90 continua ad essere il mio cavallo di battaglia insieme ad un altro personaggio che ho la fortuna di conoscere dall'estate del 1991: lo scapestrato genio Franco Califano, condannato ad essere il mio padre artistico, il mio maestro non solo nei consigli sul pianeta palcoscenico, ma anche nella vita pratica di tutti i giorni, e mi riferisco a primizie pratiche e non teoriche!
Per studiare ideologie e temi che sconvolgono e riappacificano l'anima basta ascoltare e leggere le sue canzoni, e parallelamente alla libera e solidale amicizia che ci ha legato subito, ho sempre continuato ad emozionarmi come quando lo ascoltavo in cassetta alle medie, collezionando centinaia di concerti e pelle accapponata ogni volta di più, assimilando nel corso degli anni serate magiche, dove ho potuto "rubare" gesti, trucchi, voce, respiri, tracce, che fanno del Califfo il personaggio che conosco di più, che ho vissuto di più e, avvantaggiato da questo, forse l'imitazione che mi riesce di più.
Tra il 1993 e il 1994 perdo un anno, quello in cui "faccio" il militare, che poco mi somiglia e poco mi ha lasciato, ho l'effimero tempo per continuare la gavetta sul palco, che riprendo a fare appena termino il sevizio di leva con i Granatieri di Sardegna, che ridere! Mi ci vedete? Il 1994 è l'anno del mio esordio in radio, con esperienze nei programmi più ascoltati delle frequenze private romane, quelle che parlano della prima delle cose inutili, il calcio. Nel '95 invece, c'è l'esordio in televisione nel programma "Beato tra le donne", Rai1, condotto dal fenomeno di Paolo Bonolis. Nel '96, bis con "Sotto a chi tocca" su Canale 5, con Pippo Franco e Pamela Prati.L'anno dopo, nel 1997, sono ospite su Rai2 nel programma "Tai Tanic", con Massimo Boldi e Anna Falchi. Parallelamente entro fisso nei casting radiofonici in cui con numerosi scherzi faccio compagnia nell'ora in cui si attanaglia la nevrosi del traffico, specie nell'ora in cui vado in onda con Claudio Moroni, mentre c'è chi si appresta ad andare a lavoro, o chi accompagna i figli a scuola.
Nel 1997 c'è anche spazio per il mio libro pubblicato, grazie all'editore Maurizio Pizzuto, dal titolo "La solitudine fatta animale". Il 1999, invece è l'anno del mio primo spettacolo da protagonista a teatro, "Io e il resto.", al Manzoni di Roma, (nel '97 l'esordio teatrale fu nel musical "Note di primavera"); non era uno spettacolo scritto ed interpretato da me (come invece è avvenuto dal Manzoni in poi), ma fu divertentissimo interpretare la parodia di mio padre, più comunemente conosciuto come "Sor Luigi", nel ruolo comico di spalla di Alessandra Pesaturo, allora ballerina principale del Bagaglino.
Il secondo libro esce nel 2001, "L'uomo e l'artista", edizione Arti Grafiche. Nel 2002 altra svolta professionale e personale quando un mio nastro giunge ai maestri della comicità, i geni della Gialappa's, che in pochissimo tempo mi convocano per farmi collaborare nel loro programma sui Mondiali di calcio del 2002, e per una stagione corono il sogno di ridere e divertirmi lavorando, roba da mascelle affaticate, nelle varie collaborazioni di Mai dire....e Rai dire....
Nel 2003, oltre al privilegio del premio Alighiero Noschese, il più grande imitatore di tutti i tempi, c'è un'altra prima, come ospite da Maurizio Costanzo, che successivamente fino ai giorni nostri mi invita più volte a presentare i miei lavori, come accaduto alla fine del 2006, anno dell'uscita del mio terzo libro unito a DVD, dal titolo "Presente e Imperfetto", grazie all'aiuto di qualcosa più di un editore, l'amico fraterno Silvio Rossi. Ho la soddisfazione in questo libro di vincere il premio all'Auditorium di Roma per la poesia dedicata ai miei nonni, su cui potevo solo fantasticare non avendoli conosciuti in vita. "Nun ce tempo pe' recupera'" è premiata come migliore poesia dialettale del 2006, su 192 selezionate per la finale, non nego che è stata un'inaspettata sorpresa, che mi ha emozionato non poco.
Altra conoscenza tra le tante, che ha arricchito il mio bagaglio culturale, è stata indubbiamente quella con Gianni Ippoliti, con il quale ho collaborato sia in Rai che in prestigiosi spettacoli teatrali, conditi dalla sua satira esclusiva.
Ultima soddisfazione personale a maggio del 2009, quando ho calcato il Palcoscenico del Teatro SISTINA a Roma, con lo spettacolo "Niente trucco per me".
A oggi, continuo a fare serate nei teatri e nelle piazze in giro per l'Italia, continuando a divertirmi e a divertire... E il tutto mi sazia e mi spinge ad andare avanti, alla ricerca di occasioni importanti, di emozioni vibranti a contatto con il mio pubblico che mi omaggia con un mazzo di rose rosse che ti manda la gloria.. L'applauso.